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Volevo ringraziare tutti i soci per l'affetto e per il conforto che tanto hanno sostenuto noi familiari nell'affrontare quel terribile male che ha stroncato mio padre. Grazie ancora per le vostre visite e telefonate, ma soprattutto per averlo coinvolto nelle vostre attività e aggiornato sulle ultime novità... tutti gesti che gli davano motivo di vita e impegni per un futuro incerto, con speranze e obbiettivi che sicuramente l'avranno aiutato a combattere quella terribile battaglia sapendo comunque come sarebbe finita, ma senza immaginare quando... cercando di nascondere comunque il piu' possibile i suoi dolori e le sue pene, per non turbare i suoi amici e i suoi affetti, sempre sul piedistallo della dignita'. Grazie ancora a tutti ........ Serenita' Massimo , Antonietta , Samantha , Mirella
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E così, caro Giorgio, grandissimo amico mio, dannatissimo brontolone, ancora una volta hai voluto fare di testa tua, eh? Mica hai tenuto conto che da settimane ormai stavo organizzandomi per la nostra prima uscita di pesca dell’anno sull’isolotto, sull ‘Isola dei Dannati, come la chiamavi tu. …No, niente da fare. A dispetto delle tue rassicurazioni, nelle sempre più rare visite in Associazione o nel corso delle nostre telefonate, a un certo punto ti sei rotto di una vita sempre più piena di pillole e corsie d’ospedale, e hai detto: “Basta così, gente, io scendo qui”, e buonanotte ai suonatori…
Ricordi caro Giorgio? Due seggioline appaiate… il sole caldo…. l’occhio sulle lenze… il tuo immancabile mezzo toscano all’angolo della bocca … Poco più in là, su un tavolaccio sgangherato, le tante cibarie in attesa e la ”tua” ormai immancabile bottiglia di Dolcetto pregiato (ti era piaciuto tantissimo questo “rosso”, e anche se stavo attento a non vederlo sparire in un lampo perché non avresti dovuto bere, come potevo negartelo ormai?). E poi, e poi… da vero “bartali”, quel tuo inarrestabile mugugno contro tutto e tutti fino al tramonto… quel tuo straordinario, unico, grandioso flusso di ricordi di una vita davvero piena. Sai, Giorgio, me le ricordo benissimo alcune delle tue straordinarie avventure. Come quando, con un amico pilota su un piccolo aereo, per un improvviso guasto, foste costretti ad atterrare su un campo di grano…. O le tue vicissitudini con i doganieri tedeschi quando facevi il corriere Italia-Germania per trasportare pelli… O come quando facevi il fotografo nei matrimoni con la mitica Rollei 6x6 con la quale - prodigio! – da due rullini eri in grado di ottenerne tre!,,, O come quando facevi l’operatore di cabina al cinema Excelsior… O il meccanico… O il taxista….O tantissime altre cose. Grazie, amico mio, per avermi mostrato quanto si possa spremere il “tubetto della vita” in un modo così allegro e.. vitale. Non solo resterai nel cuore di tutti colori che ti hanno conosciuto. Non solo sarà impossibile dimenticare quei tuoi occhi di “monello buono”…. Ma per quanto mi riguarda ti sentirò sempre al mio fianco ogniqualvolta mi cimenterò con trapano, cacciaviti o pinze, aspettandomi il tuo prezioso e qualificato aiuto. Grazie Giorgio e addio. Un abbraccio fortissimo dal tuo omonimo amico.
PS Giorgio: te la ricordi questa carpotta che tieni tra le mani? Faceva ormai buio nella nostra Isola dei Dannati…
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Poche ore fa, alle quattro del mattino, l’amico Giorgio Bonizzoni, dopo una lunga e assurdamente crudele malattia, ci ha lasciato. Tutta l’Associazione de Il Bersagliere si unisce al profondo dolore della moglie Antonietta, del figlio Massimo e di quanti hanno avuto il privilegio di apprezzare la bontà e lo spessore umano di questa indimenticabile, carissima persona.
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44 i kg; 44 i cm oltre il metro di lunghezza; 44 i minuti occorsi per portarlo a riva. Si tratta di uno storione strettamente imparentato con quelli dei grandi fiumi russi, e che ha dato non poco filo da torcere all'amico Rocco, una delle più lucenti punte di diamante tra i nostri "storionisti". Complimenti!
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